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DELLA INDENNITA’ SOSTITUTIVA DELLE FERIE NON FRUITE

La Corte di Cassazione , con sentenza n. 18168 del 26 luglio 2013, ha statuito che “in relazione al carattere irrinunciabile del diritto alle ferie, costituzionalmente garantito dall’art. 36 Cost. e dall’art. 7 della direttiva 2003/88/CE, nel caso in cui  le ferie non siano effettivamente fruite, al lavoratore spetta una indennità sostitutiva.

Detta indennità “è intesa a risarcire il lavoratore del riposo non usufruito, per il recupero delle energie psico-fisiche- al cui soddisfacimento l’istituto delle ferie è destinato, nonché a garantire una retribuzione, nel pieno rispetto del rapporto di lavoro, quale rapporto a prestazioni corrispettive, ma più specificamente rappresenta il corrispettivo dell’attività lavorativa resa in periodo in cui non avrebbe dovuto lavorare in quanto destinato al godimento delle ferie annuali, restando indifferente l’eventuale responsabilità del datore di lavoro per il mancato godimento delle stesse.”

La Suprema Corte ha precisato che le clausole del contratto collettivo, pur prevedono che le ferie non sono monetizzabili, vanno interpretate – in considerazione dell’irrinunciabilità del diritto alle ferie, ed in applicazione del principio di conservazione del contratto – nel senso che, in caso di mancata fruizione delle ferie per causa non imputabile al lavoratore, non è escluso il diritto di quest’ultimo all’indennità sostitutiva.

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